25 aprile 2026

La giornata della Liberazione è sempre uno dei più importanti momenti dell’anno tandemico, ma anche dell’anno di tutte e di tutti. Quella appena passata è stata, però, una festa della Liberazione forse un po’ più importante delle ultime.

Nel 2010 una felice intuizione, o forse uno scoramento decennale, aveva portato un gruppo di bolzanin3 ad unirsi nel Comitato LAC – Libertà Andiam Cercando. Il loro obiettivo era inventarsi una festa della Liberazione per Bolzano. I precedenti 65 anni avevano infatti visto l’attraversamento della città da parte di cortei di macchine, cui raramente si aggiungevano conferenze o momenti pubblici di vario tipo. Da oltre 15 anni possiamo invece ritrovarci in un parco pubblico per un momento di festa e di lotta: prima solo il LAC, poi per tre anni anche l’associazione K!kero con Skateniamoci. Negli ultimi anni le due feste della Liberazione sono state organizzate dallo Spazio 77 a Parco Premstaller, da ARCI e ANPI lungo il Talvera. Un grande numero di associazioni e gruppi li hanno aiutati ad organizzare concerti, letture e momenti per unire la comunità antifascista della città e non solo – visto che hanno partecipato numerosi nodi della rete antifascista della provincia – da Bressanone all’Oltradige, da Sarentino all’Alpe Libera,

Il 25 aprile 2026, finalmente e dopo anni di feste “divise” che solo in un’altra occasione si erano riunite, la città è stata attraversata da multipli cortei che hanno portato tutte e tutti a festeggiare insieme la Liberazione. Vi abbiamo raccontato alcune parti di questa giornata, in diretta dal corteo mattutino, dalla festa al Premstaller e poi dalla Street Parada(ise) che ha portato la “festa” dello Spazio 77 al Pippo per incontrarsi con l’evento di ARCI.

Radio Tandem ringrazia il Comitato LAC e lo Spazio 77 per l’infinito lavoro, logistico e di cura, che ha reso possibile queste giornate in passato, nel presente e nel futuro della città di Bolzano. Lo stesso vale per Arci e ANPI di Bolzano e Merano, cui aggiungiamo anche il club OstWest: che sempre più feste del 25 aprile sboccino!

Ringraziamo anche tutte le nostre ed i nostri ospiti della giornata: Giacomo dello Spazio 77, Carlo, Irene e Fabio del Movimento per il disarmo progressivo, Giacomo, Christine di GEA, Verena e Francesca di Neurotribe, Damiano di Mediterranea, Patrizia dell’Assemblea per la Palestina, Cecilia e David di Climate Action, le persone di cui purtroppo non abbiamo segnato il nome ma che ci hanno parlato dell’Assemblea abitare Bozen-Bolzano e di Emergency, nonché tutte e tutti tra l’organizzazione ed il pubblico delle due feste.

Ora e sempre Resistenza!

Nei giorni precedenti Radio Tandem è anche riuscita a registrare due degli eventi “verso” il 25 aprile.

History Talk è stato una lunga discussione tra Adina Guarnieri e Lorenzo Vianini sul “percorso” del 25 aprile bolzanino nei decenni scorsi, tra il Monumento alla Vittoria e una celebrazione troppo spesso divisa tra italiani e sudtirolesi, tra la Giornata della Liberazione ed l’anniversario dell’uccisione di Franz Innerhofer il 24 aprile. Un evento dell’Archivio storico delle donne di Bolzano e di Storia e Regione/Geschichte und Region, all’interno del festival REsistenze di ARCI.

Luca Fregona racconta una parte della strage del 3 maggio di Bolzano, quella relativa all’eccidio della Lancia, nell’ambito della camminata organizzata dal Teatro Cristallo – 536 passi.


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Corteo antifascista

Grande partecipazione di Bolzanin3 e non solo al corteo che oggi, sabato 28 febbraio 2026, ha attraversato il centro città per affermare che non c’è nessuno spazio per i fascisti, i nazisti ed i razzisti del comitato “Remigrazione e riconquista”, dietro cui si nascondono CasaPound e Veneto Fronte Skinheads.

Una grande, partecipata e decisa manifestazione, della quale vi proponiamo alcuni spunti audio registrati in diretta dal corteo.

“BOLZANO È PARTIGIANA”: MIGLIAIA DI ANTIFASCISTI/E IN CORTEO CONTRO I FASCISTI DELLA “REMIGRAZIONE” via Radio Onda d’Urto

Ringraziamo anche Radio Onda d’Urto che ha trasmesso parte degli interventi e per la quale abbiamo realizzato tre corrispondenze dall’inizio, da metà e da fine corteo


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Diritto all’abitare

Diritto all’abitare

Bolzano e l’assalto alla diligenza di ricchi, speculatori e turisti


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Alfredo non deve morire

Un approfondimento di Radio Tandem dalle parole dell’avvocato Flavio Rossi Albertini

«Sono condannato in un limbo senza fine, in attesa della fine dei miei giorni. Non ci sto e non mi arrendo. Continuerò il mio sciopero della fame per l’abolizione del 41 bis e dell’ergastolo ostativo fino all’ultimo mio respiro».  
Alfredo Cospito

Podcast: Alfredo non deve morire!
L’audio sarà ascoltabile dopo la diretta radiofonica di martedì 31 gennaio, dalle 9:30 su Radio Tandem

Alfredo Cospito, anarchico in carcere da dieci anni per il ferimento dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi in seguito al disastro ambientale nucleare di Fukushima, e dal maggio 2022 in regime detentivo di 41 bis, è in sciopero della fame dal 20 ottobre scorso, ormai da più di 100 giorni,  per l’abolizione del 41 bis e dell’ergastolo.

Il regime del 41 bis è stato creato come strumento di lotta alla mafia per impedire i contatti di detenuti di particolare pericolosità con la loro organizzazione mafiosa di appartenenza, generalmente altamente gerarchizzata, ed evitare comandi esecutivi che dal carcere potessero raggiungere la base dell’organizzazione. Negli ultimi anni il suo uso, da dispositivo eccezionale e limitato, si è andato sempre più  diffondendo, in un aggravamento generalizzato delle condizioni di detenzione, sino a colpire contro ogni logica un’individuo anarchico, Alfredo Cospito appunto, che appartiene a quanto di più lontano possa pensarsi sia idealmente che materialmente ad un’organizzazione di stampo mafioso, gerarchica e piramidale.

Essere sottoposti al regime previsto dall’art. 41 bis significa esser esclusi da ogni possibilità di corrispondenza, avere limitazioni estreme all’ora d’aria, sorveglianza continua, limitazione o eliminazione dei colloqui con i familiari, controllo della posta, limitazione di oggetti in cella come penne, quaderni e libri.  Significa trascorrere tutta la giornata in un loculo di cemento di pochi metri quadri, nell’immobilità più assoluta, in uno stato di privazione sensoriale devastante per la psiche di qualsiasi individuo umano.

Nato negli anni Ottanta dello scorso secolo, lo scopo del regime di 41bis cui oggi sono sottoposti più  di 700 detenuti in Italia è uno strumento di ricatto per spingere i detenuti e le detenute alla collaborazione con la magistratura e si fonda su una pratica di vera e propria tortura.

LIBERTA’ DI STAMPA, COSPITO E 41 BIS: VENERDì 27 GENNAIO I MEDIA INDIPENDENTI INSIEME PER UNO SPECIALE RADIOFONICO
Libertà di stampa, Cospito e 41 bis: Lo speciale del 27 gennaio realizzato da Radio Onda d’Urto, Radio Popolare, vari emittenti e media indipendenti

L’ergastolo, assimilabile in tutto e per tutto alla pena di morte, è invece l’istituto con il quale lo Stato prende possesso del corpo di un individuo, arrogandosi la prerogativa di decidere discrezionalmente se, come e quando restituirgliela attraverso la “libertà condizionale” per “buona condotta”, senza che questi possa venire a conoscenza dei tempi e dei modi del suo eventuale rientro nel consesso sociale. Al netto della inumanità di una punizione a vita, che cancella nell’individuo le idee stesse di “speranza” e di possibile reinserimento nella comunità, l’ergastolo è incompatibile con l’idea di “rieducazione” del condannato.

Per protestare contro ergastolo e 41 bis Alfredo Cospito sta utilizzando l’unica arma di cui dispone nel carcere di Sassari,  ovvero il suo corpo, attraverso uno sciopero della fame che sta mettendo a rischio la propria esistenza.

Di questi temi si è discusso nella serata pubblica svolta Venerdì 13 Gennaio nella sala Filarmonica di Rovereto con l’avvocato Flavio Rossi Albertini, di cui riportiamo integralmente il ragionamento introduttivo.


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Non si può morire di freddo

Nella mattinata di sabato 17 Dicembre si è tenuto nel centro di Bolzano un corteo per ricordare l’assurda morte di Moustafa Abdelaziz che nella notte tra l’8 e il 9 Dicembre è venuto a mancare a causa del freddo, sotto un cavalcavia ferroviario dove aveva trovato un rifugio di emergenza per passare la notte. Il corteo ha visto la partecipazione di circa trecento persone e una composizione piuttosto mista: erano presenti persone di ogni età e genere, con una buona presenza di uomini e donne dal background migratorio, principalmente egiziane, il paese dal quale Moustafa proveniva.

Podcast: Non si può morire di freddo

Nota costante del corteo sin dalla partenza in Piazza Università e ribadita negli incessanti e variegati interventi che si sono susseguiti al megafono è stata il fatto di esprimere la rabbia, l’indignazione, e la tristezza per quanto accaduto. Che nei giorni in cui la piazza principale della città si trasforma in una delle vetrine dello sfarzo e del consumo sfrenato, voltato l’angolo, ci siano persone, ragazzɘ, famiglie intere che muoiono di freddo è disumano da un lato, e intollerabile dall’altro. Come se la morte, quando allontanata dalla vista, al di là del teatrino dei mercatini con la loro fantasia del consumo e il sogno dell’abbondanza, sotto un ponte ferroviario, negli argini dei fiumi o sotto i ponti dell’autostrada, sia meno morte. Intollerabile e dilaniante che questo accada nell’indifferenza delle stesse istituzioni pubbliche, per cui di tuttɘ, che, nonostante i continui richiami delle associazioni, la loro lotta quotidiana con un sistema d’accoglienza fatto di numeri anziché di persone, attribuiscono valore solo ad alcuni, ovvero a se stessi.
Una questione di classe, i ricchi e benestanti. E di razza, quella bianca.

Intollerabili gli sgomberi dei giacigli di fortuna, degli accampamenti abusivi, senza offrire un’alternativa, a voler toglier quel nulla che per i più poveri può esser di vitale importanza, il filo su cui è appesa la propria esistenza. Intollerabile che venga negata l’accoglienza con i posti letto in luoghi al caldo vuoti. Assurdo morire per strada, di freddo, con gli appartamenti sfitti e i palazzi vuoti, e come una società incivile possa essere indifferente a tutto questo.

Il corteo è stato un’occasione per ricordare e ribadire i problemi di una città come Bolzano, la città più ricca d’Italia, e proprio per questo la più disumana. Perché è bene ricordare che nel sistema economico in cui viviamo la ricchezza non piove dal cielo, ma è sempre frutto di razzìa, e che la crisi in cui viviamo, l’emergenza, non è mai l’eccezione, ma la regola.

Questi e altri i temi degli interventi che si sono susseguiti nel corteo “Non si può morire di freddo” del 17 Dicembre 2022 e che potete ascoltare e riascoltare in questo podcast.


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Voci dal corteo contro la guerra

Voci dal corteo contro la guerra – In onda martedì 25.10, dalle 21:05
Podcast:
Voci dal corteo contro la guerra

“L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, iniziata il 24 febbraio 2022. ha dato il via a un’escalation militare con i paesi NATO – Stati Uniti in particolare – che ha portato, dopo 8 mesi di conflitto, a considerare l’utilizzo di armi nucleari come un’opzione possibile.”

Bolzano ha risposto con un Corteo sabato 22 ottobre 2022 che ha coinvolto cittadini e cittadine uniti per hanno, che a nulla portano, se non ad ulteriori problemi, avvantaggiando interessi economici e politici.

Radio Tandem era presente e propone uno speciale, un estratto del Corteo partito da Piazza Matteotti e concluso in Piazza Magnago, per dare voce a chi ha partecipato e portarla a chi invece non era presente.


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40 Jahre und kein bisschen leise! – 40 anni e non sentirli!


40 Jahre und kein bisschen leise – 40 anni e non sentirli : Live-Radiosendung der 40. Geburstag der ost west club est ovest Meran. Diretta radiofonica del 40° anniversario del club ost west – est ovest di Merano.


Interview: Präsident Klaus Niederstätter
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Der ost west club est ovest feiert sein 40 jähriges Bestehen. Il club ost west – est ovest celebra il suo 40° anniversario.

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Vecchie glorie #1: Christian Troger
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Quattro chiacchiere con il sindacalista Christian Troger, tra i fondatori dell’associazione

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Vecchie glorie #2: Harry Reich
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Un altro “storico” socio, Harry Reich

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Quattro chiacchiere con Giorgia Lazzeretto
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Il punto di vista di chi lavora “a tempo pieno” per le attività culturali e la vita del club

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Con la vicepresidente Stefanie Nagler
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Dopo due anni di stop, l’emozione di ricominciare: le parole di Stefanie, Vizepräsidentin des Kultur- und Kommunikationszentrums

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Ein Club für allə – mit Michael Schwalt
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Michael, der lange Zeit das Gesicht und die Arme des Clubs war, erzählt uns, wie sich das Lokal entwickelt hat, seit er dort angefangen hat: das Wunder, sich zwischen Punkkonzerten und Tangonächten wiederzufinden

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Sonja Steger aus dem Vorstand
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Socia da quasi vent’anni, Sonja ist jetzt das “dienstälteste” Mitglied des Vorstands

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Ein Leben voller spontaner Einmischungen: Jakob de Chirico
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Non ci si poteva aspettare nulla di diverso da Jakob

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Interviste ai soci – Iris
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Tanti i soci passati per rinnovare la tessera: ne abbiamo intervistato qualcuno.

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Interviste ai soci – ehem. Präsident Besay
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Viele Mitglieder kamen vorbei, um ihre Mitgliedschaft zu erneuern, und wir haben einige von ihnen interviewt.

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Interviste ai soci – Sarah
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Il bello della diretta sono gli imprevisti: purtroppo, a farne le spese è stata la chiacchierata con Sarah, ma ci rifaremo la prossima volta!

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Visitors Tandemici
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Il marchio di fabbrica delle dirette Tandem:

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Interviste ai soci – Joachim
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Interview mit Joachim

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La direzione artistica: Thomas Kobler
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I prossimi eventi del club e la rilevanza del suo programma culturale con chi ne è, tra gli altri, il curatore

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Interviste ai soci – Andrea
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Qualche parola con ‘Pakko’Der ost west club est ovest feiert sein 40 jähriges Bestehen. Il club ost west – est ovest celebra il suo 40° anniversario. In questo estratto è stato intervistato Live Ost West_15

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Chiusura della diretta
Live Ost West_16
Grazie a tuttə! E’ stata una bella diretta und nochmals herzliche Glückwünsche an den Club zu seinem (ersten!) 40-jährigen Jubiläum

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