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E’ stata una scelta davvero impegnativa. Dopo due mesi di ascolto di centinaia di spot, il compito era quello di sceglierne solo 33 e 1/3 per raccontare la storia di una parte importante di Radio Tandem-Popolare.
Ce ne sono almeno altrettanti – oltre ad esempio a tante sigle, una su tutte quella della trasmissione Aaaaaaaaaaarrghhhhhhh curata da Enrico Spanu – che davvero a malincuore abbiamo dovuto lasciare fuori da questo contesto. Ci scusiamo soprattutto con i diretti interessati e anche con tutti coloro che per colpa di Alzheimer incipienti non abbiamo magari ricordato nei credits.
In memoria di tutti gli spot perduti ovvero quelli dei quali non conserviamo – ahinoi – alcuna registrazione ma solo un nostalgico ricordo…
1. Radio di Movimento (difficile una precisa datazione – probabile tardo autunno 1980 – come del resto la lista dei partecipanti – Sicuramente presenti: Vittorio Albani, Franco Bertoldi, Marco Trentin, Antonio Vaccaro, Dominikus Andergassen, Flavio Poggi, Donatella Mazzeo, Cristina Francesconi, Gianfranco Maffei).
In un certo senso il numero uno. Registrato in una sera d’autunno attorno alle tre del mattino da circa una decina di persone tra le quali un indemoniato Franco Bertoldi, musicista bolzanino, che trascinò su e giù per le scale che collegavano i due piani della Radio, un gruppo di pazzi che marciavano urlando e battendo il tempo a squarciagola.
La base è un vecchio valzer e l’incredibile durata di 50 secondi è anche dovuta al fatto che il sottoscritto al microfono, non riusciva ad intervenire bloccando la marcia, perché stava ridendo come un disperato.
2. ‘azz e rradio (registrato a metà dei 2000 – Testo e produzione: Vittorio Albani)
Registrazione di un testo ideato però a Bologna a casa di Annarita Jannucci dopo una cena con Augusto Bruni di Radio Città del Capo. L’originale era il testo di un messaggio della segreteria telefonica che donai ad Annarita dove recitavo i cognomi prima e dopo il suo. Dato che era la segretaria del sindaco di Bologna, l’annuncio destò deciso scalpore fra i molti assessori comunali che la chiamavano a casa. Quello inciso per la Radio ha ovviamente in più un breve e divertente sottofondo musicale tratto dal brano “Eh cumpari” cantato nel 1953 dall’italo-americano Julius LaRosa per una trasmissione televisiva della Cbs newyorkese.
3. Notiziario (metà anni ’80 – Testo e produzione: Antonio Vaccaro e Vittorio Albani)
Tutti i sabato mattina per circa tre anni a metà degli Ottanta una delle trasmissioni più seguite era “La Bussola”, sorta di contenitore periodico alla stregua del famoso “TvSette” di mamma Rai. Dopo lettura dei giornali e notiziario (vero) partiva questa sorta di sguardo sulla settimana con servizi, interviste ed altro ancora. Immancabile, nel mezzo, una specie di notiziario alternativo che, giocando attorno a notizie vere, proponeva interessanti alternative di lettura. In puro sottofondo “Are you going with me?” di Pat Metheny.
4. Ein Krankenwagen zur Verfügung (metà anni Ottanta – Testo: segreteria telefonica di Augusto Bruni – Produzione: Vittorio Albani)
E’ la registrazione di un messaggio lasciato nella segreteria di Augusto Bruni di Radio Città del Capo dalla sua fidanzata austriaca di allora, Berta. Finale servito su piatto d’argento. Stupido ma è sempre piaciuto molto.
5. Limbo (2007 – Testo e produzione: Vittorio Albani, Stefania Conte e Marco Nobile)
Uno degli spot della serie registrata per festeggiare i 30 anni della Radio. Due le notizie fondamentali di quei tempi: la curia vaticana aveva ufficialmente stabilito che il limbo, come concetto, non poteva più essere preso in considerazione mentre l’Ulivo si scioglieva e portava con sé le ceneri del vecchio PCI.
6. La radio dell’alpino (2007 – Produzione: Antonio Vaccaro, Marco Nobile, Vittorio Albani, Stefania Conte)
Nata dal ricordo di un vecchio spot dell’Altrockio che pubblicizzava l’ingresso scontato per militari e in nome di una realtà (quella degli alpini) che ha segnato molti anni di questa città sede di un importante Corpo d’Armata, poi scomparsa vista l’abolizione dell’obbligo della leva, covava da anni nella mente del sottoscritto che non era mai riuscita a realizzarla. Costringendo gli sventurati compagni d’avventura ad esibirsi in modo volutamente trasandato con millimetriche stonature più o meno volute, segnò la fine di una serata caratterizzata da troppo alcool. Proprio nella migliore tradizione del glorioso Corpo delle penne nere.
7. La radio della laguna (2007 – Produzione: Marco Nobile, Antonio Vaccaro, Vittorio Albani)
Uno dei trenta spot della serie registrati per festeggiare i 30 anni di attività della radio. Fra i tanti temi toccati da quella serie mancava all’appello quello ecologista e che avrebbe dovuto rimandare al cambiamento del clima, scioglimento dei ghiacci etc. In realtà lo spot contiene un errore, in quanto sarebbe stato ovviamente più corretto far comprendere che il protagonista fosse un gondoliere, ma la fretta di concludere fece si che questo spot che doveva prevedere due voci e uno scambio di battute fra due diversi attori, fu invece solo abbozzato con una sola voce che interpretava entrambe le parti e con la dimenticanza citata. Avremmo dunque dovuto rifarlo ma, come spesso avvenne nella storia degli spot, alla fine si decise che andava bene anche così. Ovviamente un grazie ai Pitura Freska e al sir Skardi, leader maximo della straordinaria band veneziana.
8. W il Re ! (2008 – Testo e produzione: Vittorio Albani)
Registrato il 15 aprile 2008, all’indomani della comunicazione dei risultati elettorali delle elezioni politiche che consacrarono un nuovo governo condotto da Silvio Berlusconi. Lo spot, elaborato con stile del ventennio di regime e di Radio dell’Eiar, è l’ultimo di una serie registrata con l’ausilio di un megafono amplificato. Il resto della divertente serie (ironicamente intitolata Koyaaoooniskaaaartsi tutta dedicata al Silvio nazionale e giocata attorno all’assonante musica da film scritta da Philip Glass) non è mai andata in onda perché gli spot furono giudicati di lunghezza eccessiva.
9. Le storie di Radio Tandem: la banca (primi anni Ottanta – Testo e produzione: Giovanni Giacopuzzi e Vittorio Albani)
Amena quanto idiota storiellina che faceva parte di una serie di almeno 5 spot (poi andati perduti) registrati in completa improvvisazione (ce ne si accorge verso la fine quando viene perso il filo) e che servivano per raccogliere fondi per la Radio. Registrato in due takes, abbiamo preferito la prima – purché con errore annesso – perché, come in tante altre occasioni simili, alla fine piacciono enormemente di più gli spot con tanto di errori e contro commenti annessi in quanto più “veri” e diretti.
10. Sempre alla ribalta (probabilmente autunno 1983 – Testo collettivo, produzione: Giorgio Sclavi, Vittorio Albani, Stefano Degasperi, Paolo Crazy Carnevale, Marco Trentin, Vera Chiarel).
Uno dei grandi classici della radio, registrato per la campagna di tesseramento e raccolta fondi “FleboTandem”.
In quei tempi la Rai mandò in onda la fortunatissima trasmissione televisiva “Pronto Raffaella?” con Raffaella Carrà con il famoso gioco del cercare di indovinare quanti fagioli fossero contenuti in un grande vaso di vetro. Il tormentone di telefonate andò avanti per mesi interi. Una delle telefonate più divertenti fu quella di un triestino che in perfetto dialetto, con tanto di “elle” pronunciatissima, cerco di indovinare. Albani, Sclavi e Degasperi, grandissimi amanti del dialetto furlano, mutuarono immediatamente il tipico slang triestino mettendolo a disposizione di una nutrite serie di spot. Il sound di quel dialetto è travolgente e fa sorridere già alla prima parola. La scelta di corredare lo spot con il fantastico “El can di Trieste” dell’altrettanto mitico Lelio Luttazzi (cantato all’unisono dal gruppo davanti al microfono) collegata alla incredibilmente contagiosa risata di Paolo Crazy Carnevale che si riesce ad ascoltare in parte attorno al sedicesimo secondo della traccia) ha fatto di questa perla un vero “must” della radio di quegli anni.
11. Iottarillirò (metà anni 2000 – Produzione: Vittorio Albani)
Una delle classiche produzioni della radio collegata ironicamente ad uno spot istituzionale che pubblicizzava un servizio telefonico. In realtà anche un remake che in qualche modo vorrebbe rivendicare la primogenitura dell’uso di un classico riff musicale che era stato usato nei primissimi spot della radio, ora perduto. Registrato al volo su un Mac in un giorno di scintillante primavera.
12. Pertini ascolta Tandem (primi anni Ottanta – Produzione: Vittorio Albani)
Con la più larga maggioranza mai registrata in una votazione (832 voti su 995), Sandro Pertini diviene presidente della Repubblica italiana il 9 luglio 1978 e rimane capo dello stato fino al 23 giugno 1985. Ovviamente famose per la provincia di Bolzano furono i suoi ripetuti soggiorni estivi, sia in qualità di presidente della Repubblica che – prima – nella persona di Presidente della Camera dei Deputati. Il suo spiccato senso di giustizia e la purezza di quest’uomo sono proverbiali, allo stesso modo del suo modo di discorrere diretto e senza fronzoli. Una sorta di esempio per una Radio che ha sempre cercato di agire con la stessa determinazione. Impossibile non rendergli omaggio.
Gli spot con l’imitazione della sua voce sono diversi. Una curiosità mai ben chiarita: un ascoltatore della radio portò ad una nipote del presidente una copia di una cassetta dove erano registrati alcuni spot di Radio Tandem con la “sua” voce. Sembra che li apprezzò moltissimo facendosi gran risate in Quirinale.
13. Gli allenamenti sono gratis (metà anni Ottanta – Produzione: Vittorio Albani)
Un’altra imperdibile segreteria telefonica recuperata a Bologna a casa di Augusto Bruni, a quel tempo redattore di Radio Città del Capo, oggi radio dello stesso Popolare-Network che abbraccia anche Tandem. Una sua parente voleva da Augusto indicazioni su come fare a trovare un cucciolo di una particolare razza felina da regalare alle sue bambine. Il gioco è stata l’invenzione della sovrapposizione in una sorta di impossibile domanda-risposta fra la voce di Amalia e quella ovviamente imitata del mitico Gustav Thöni, altro storico must di molti spot della Radio.
14. Anche quando chiudono i pacchetti (autunno 1992 – Produzione: Antonio Vaccaro e Vittorio Albani)
Uno dei grandi capolavori di Antonio Vaccaro, sostanzialmente mente pensate di tutti gli spot più ironici e sarcastici della Radio. Era appena uscita sui giornali la notizia riportante la dichiarazione ufficiale della Südtiroler Volkspartei per la quale – finalmente – il celebre “Pacchetto” (il Pacchetto di Misure, che garantiva alla popolazione sudtirolese diritti di minoranza e una vasta autonomia). era stato definitivamente attuato.
15. Lettura di Banda (metà anni 2000 – Produzione: Antonio Vaccaro, Vittorio Albani, Marco Nobile)
Sulla cantilena di una tradizionale filastrocca per bambini cantata da Adriana Calcanhoto, viene snocciolata una serie di numeri che – in corrispondenza del numero 98 – viene trasformata nella enunciazione della frequenza della Radio. Una vecchissima idea di Antonio che, riposta nel cassetto perché sempre reputata troppo demente, ha finalmente trovato soluzione dopo almeno vent’anni da quando era stata concepita.
16. Kaori (probabilmente primavera 1991 – Produzione: Daniele Barina e Vittorio Albani)
Kaori era la protagonista di un tormentone pubblicitario dedicato ad un formaggio spalmabile. Esotica giapponesina, parlava poco e sembrava capire poco la lingua del paese che la ospitava. Appunto. L’idea originale è di Daniele Barina, effervescente protagonista musicale della Radio a cavallo fra gli Ottanta-Novanta.
17. Johnny (metà anni Ottanta – Produzione: Giovanni Giacopuzzi e Vittorio Albani)
Spot doppio che unisce due mitiche ed amatissime produzioni di Giovanni Giacopuzzi che gioca in casa con il dialetto trentino. “Giaco” è senza dubbio stato una delle voci giornalistiche più importanti della storia della Radio, autore di serissimi lavori davvero importanti a livello europeo, riusciva a divertirsi con grande ironia facendosi trascinare spesso in giochi radiofonici degni dei più noti sketches show. Un gigante che amiamo ancora oggi tutti comunque e dovunque.
18. Giacobazzi (primi anni Ottanta – Produzione: Giovanni Giacopuzzi e Vittorio Albani)
Uno degli spot della Radio che entrato nella storia; sicuramente uno tra i più riconosciuti ed amati. Inciso per lanciare la campagna di raccolti fondi è in effetti un piccolo gioiello soprattutto perché inciso in un classico “buona la prima”, completamente improvvisato e ricco di tanti piccoli rumoretti tecnologici ottenuti non – come sarebbe facile oggi tramite l’aiuto di un effetto elettronico o di un computer – ma usando soltanto una stupidissima tastierina Casio di pochi centimetri mentre, l’effetto voce e i vari fruscii della voce nasale della base Nasa di Houston, è stato realizzato solo parlando fra le due mani chiuse davanti alla bocca e una strana angolazione del viso rivolto da sotto verso la base del microfono Sennheiser utilizzato. Probabilmente irripetibile.
19. Cercando Radio Tandem (metà anni Ottanta circa, probabilmente primavera 1984 – Produzione: Giancarlo Galli e Vittorio Albani)
Negli anni Ottanta, di tanto in tanto, giravo l’Italia a vendere dischi per un importatore locale. L’usuale tappa milanese presso uno dei miei più cari a vecchi amici (Giancarlo Galli, fondatore dei “Come le foglie”, gruppo che a lungo contese alla Premiata Forneria Marconi la palma di miglior gruppo nella nuova musica italiana dei Settanta, ma che restò poi misteriosamente celebre solo nello stretto ambito lombardo mentre gli antagonisti presero il volo internazionale) vedeva una tradizionale serie di pranzi in un piccolo ristorante di amici suoi a Magenta, nel primo hinterland della metropoli. Un giorno di nebbia fittissima restammo bloccati per un intero pomeriggio. Giancarlo aveva ovviamente con sé la chitarra, il sottoscritto un registratore portatile. Gli avevo parlato a lungo degli spot. La voglia di Brasile in mezzo a tutta quella nebbia e la grappa fecero il resto.
20. Gotta Fever – L’Altrockio (primi anni Ottanta – Produzione: Fernanda Scarmagnan e Vittorio Albani)
Un esempio di spot dedicato alla presentazione di una manifestazione della Radio. In questo caso il mitico “Altrockio”, festival musicale che fece storia negli anni Ottanta bolzanini e che presentava i migliori gruppi regionali alternativi del momento. Stupido come pochi altri, giocava sul classico botta e risposta fra la voce del leader di un gruppo da discoteca neanche celebre di quegli anni e un conduttore volutamente imbecille. Lo spot venne usato sulla scia di altri che davano informazioni maggiori sull’evento, solo negli ultimi 10 giorni prima del festival.
21. Rap: Mehrere Tagen (primi anni Ottanta – Produzione: Vittorio Albani)
Spot celebrativo registrato dopo la prima edizione dell’Altrockio e uno dei primi che introduceva nuove trasmissioni dedicate alle minoranze africane a Bolzano, ospitate in un banchetto all’interno del festival. La musica di moda del periodo era il rap, ma – in alternativa alle spinte originali e sulla base di quello che poteva essere in realtà solo un pezzo musicale di funky-fusion, venne l’idea di lanciare un rap in tedesco, leggendo una parte del volantino che presentava l’Altrockio.
22. Via della Beverara (metà anni Ottanta – Produzione: Vittorio Albani)
Un’altra mitica segreteria telefonica di casa Bruni (vedi sopra). Augusto, tornando a casa, trovò in segreteria questo messaggio: l’anziana signora della periferia bolognese in questione, aveva ovviamente sbagliato numero lasciando la richiesta di una fornitura di vino. Trasformare via della Beverara in una strada bolzanina fu una deliziosa scelta creativa. Per molto tempo usammo quell’indirizzo per indicare quello della Radio.
23. Re Artù (inverno 1979 – Produzione: Vittorio Albani)
Uno degli spot registrati negli studi del Centro di Produzione Prisma di via Dante a Bolzano. Realizzato usando due dischi con effetti sonori e temi di serie televisive della tv britannica.
24. Aspietto ‘u terremoto (fine anni Ottanta – Produzione: Giovanni Giacopuzzi e Vittorio Albani)
Un classico realizzato cercando ispirazione da un brano musicale (in questo caso Funky Tambourine di Tania Maria) sull’onda dell’altrettanto classico lavoro di ricerca prodotto da molti copywriter dell’epoca che ricamavano testo promozionale per un prodotto commerciale utilizzando tempi sincopati e pause di brani musicali più o meno sconosciuti o ancora da lanciare. Normalmente si cercava di lavorare su un brano già famoso, noi ribaltammo l’idea base, producendo lo spot almeno un anno prima che il brano diventò famoso.
25. L’unica radio amica di Nosferatu (fine 1978/inizio 1979 – Produzione: Paolo Gelmo e Vittorio Albani)
Un altro spot delle primissime serie registrato negli studi di Prisma. Volutamente teatralizzato e con la scelta altrettanto voluta di lasciare – verso la fine del brano – il cambio di solco del 33 giri con tanto di numero della traccia successiva presentato in tedesco da una voce coperta dal primattore.
26. Gino e i tabelloni (primi anni Ottanta – Produzione: Daniele Barina e Vittorio Albani)
Nato durante una cena con Franco Bertoldi che raccontò di questo ragazzino con una strana voce da cartoon (viene in mente un discorso fra l’orso Yoghi e il fido amico Bubu del parco di Yellowstone) e che frequentava una scuola agraria. L’originale si fermava alla lettera effe, laddove effe stava per “fumaggini”. Dopo alcuni giorni mi venne in mente di continuare l’alfabeto almeno fino alla “t” di Tandem.
27. Votare questi deficienti (probabilmente 2007 – Produzione: Marco Nobile e Vittorio Albani)
Un estemporaneo spot di denuncia contro l’imbecillità imperante. Niente di più anche se fortemente influenzato ritmicamente dal mio gruppo musicale pop preferito da sempre: gli Xtc. Marco mi raccontò poi che durante la trasmissione di commento di una tornata elettorale di molti mesi dopo, salutarono il discutibile politico di turno che era intervenuto in trasmissione e lanciarono un brano musicale utilizzando la cartella di files che in quel momento avrebbe dovuto essere il sottofondo in caso di non trasmissione. Senza farlo apposta, staccarono il microfono e alzando il cursore partì inaspettatamente proprio questo spot. Un caso del destino?
28. Radio Amicizia (metà anni Ottanta – Produzione: Marco Trentin e Vittorio Albani)
Irripetibile. Durante una riunione c’era Marco che, piuttosto contrariato, stava rispondendo ad alcuni interventi usando una voce tenorile, a mo’ di cantante d’opera. Ero in sala trasmissione e stavo registrando uno dei pochissimi spot commerciali che la radio abbia mai ospitato in quel tempo. Chiesi a Marco di avvicinarsi al vetro e alzando il microfono posto in sala riunioni, abbassai la musica in quel momento in onda e lo invitati con un cenno a dire qualcosa. Quasi immediatamente dopo, lo mandai direttamente in onda, senza nemmeno controllare se fosse venuto bene come livelli etc. A quel tempo Radio Amicizia era la radio di riferimento di Comunione e Liberazione a Bolzano. Irripetibile. Abbiamo riso per ore.
29. Sola e nel vento (primi anni Ottanta – Produzione: Vittorio Albani)
Era autunno. Nella passata estate ero andato in vacanza in Sardegna. Tanto per non perdere l’abitudine, mentre ero in vacanza, aiutai a mettere in piedi fisicamente e a lanciare i primi giorni di Radio International della Costa Smeralda. Il primo spot di quella radio venne registrato dal sottoscritto e dal proprietario di quella radio oggi scomparso. L’idea era quella dei pionieri del West. Lui suonava l’armonica, io la chitarra e alla fine veniva lanciato lo slogan di una radio sola e nel vento selvaggio della Sardegna. Tornato a casa e ascoltando un brano di Morricone, venne l’idea di costruire anche un testo prima del motto. Per anni non venne mai votato e accettato come uno spot “bello” e quindi trasmesso poco. Poi di colpo, inserito in una delle cassette che sostituirono il glorioso registratore a bobine per trasmettere a ciclo continuo durante la notte, visse un lungo periodo di successo. Nacque addirittura un movimento in città che si occupava di non so cosa che prese il nome da quello spot.
30. Fumaggio di spinotti (primi anni Ottanta – Produzione: Flavio Poggi e Vittorio Albani)
Fu divertente come nacque. Avevamo appena finito una riunione serissima, molto tesa dove erano state discusse cose “importanti” e decisioni da prendere. L’imperativo finale sembrava essere un categorico serietà e disciplina.
Entrai con Flavio in sala trasmissione e gli chiesi di alzare il microfono e registrare. Lo mandammo subito in onda. Cinque telefonate con gente che diceva di non riuscire a smettere di ridere.
31. Canzonette, barzellette e bignè (metà anni Ottanta circa, probabilmente autunno 1984 – Produzione: Giancarlo Galli e Vittorio Albani)
Un altro hit dei famosi dopo-pranzi milanesi con Giancarlo Galli. Rispetto al precedente “Cercando Radio Tandem” era passata una buona stagione di mezzo. L’unico spot che si è salvato non so come dalla funesta perdita della cassetta di quella sessione di nuove registrazioni… ancora oggi maledico quella perdita. Su quel nastro c’erano autentici capolavori di demenza.
32. La Radio si sente a (metà anni 2000 – Produzione: Antonio Vaccaro, Vittorio Albani, Marco Nobile e Marco Angelucci)
Lo ritengo personalmente una delle cose più belle mai uscite dalla Radio. Registrato almeno in sette takes diversi anche perché il sottoscritto solo presente in sala non riusciva a smettere di ridere, esplodendo in fragorose risate che ovviamente non permettevano la registrazione. Ho finito in apnea chiudendomi naso e bocca guardando Marco Angelucci impassibile come pochi che snocciolava i nomi delle stazioni. Il finale “…….e pure a Salorno” è secondo il sottoscritto semplicemente magistrale e i quasi 30 secondi di coda firmati da Brian Eno sono assolutamente essenziali per garantire la piena qualità di questo raro gioiello.
33. Tschurtschenthaler 1 (2005 – Produzione: Vittorio Albani, Marco Angelucci, Antonio Vaccaro, Marco Nobile)
Non so come mi sia venuto in mente. Un lampo di genio di quelli che arrivano solo poche volte e grazie alla compartecipazione di colleghi accanto attenti e reattivi. Lo spelling è una produzione collettiva di rara demenza, valga per tutti lo straordinario binomio “e di enne, n di enne”. Ancora oggi ci fermano per strada dicendoci di salutare il celebre deejay Theo. Di questo spot esiste anche una versione “remix”, assolutamente interessante. DeeJay Theo riapparirà anche in uno spot fatto per festeggiare i 30 anni, ma il primo resta sempre il primo.
33. 1/3 (2009 – Produzione: Vittorio Albani)
L’escamotage di dover fare trentatré spot e “un terzo” (la velocità alla quale girano i classici 33 giri in vinile).
Un semplice spot in rima baciata in stile Benigni che è volutamente troncato sull’ultima sillaba. Non è proprio “un terzo” dello spot, ma il senso è quello.
Vic Albani © 2010
vicalbani@gmail.com
33 1/3 SPOT
Ideazione e coordinamento: Till Antonio Mola e Marco Ambrosi
Direzione artistica: Vittorio Albani
Hanno inoltre collaborato al progetto (in ordine alfabetico): Stefan Degasperi, Luca Frigo, Marco Nobile, Tiziano Popoli, Barbara Vio
Si ringraziano di cuore in rigoroso ordine alfabetico i tanti primattori coinvolti nella creazione degli spot:
Marco Ambrosi – Dominikus Andergassen – Marco Angelucci – Daniele Barina – Gianfranco Benincasa – Franco Bertoldi – Stefano Bocchio – Stefano Bonifacio – Alex Bonsignore – Thomas Brancalion – Augusto Bruni – Mauro Cabassa – Luca Calò – Paolo Crazy Carnevale – David Casagranda – Massimo Cattaruzza – Mauro Chiarel – Vera Chiarel - Andrea Chiereghin detto Bilo – Stefania Conte – Ennio Dal Piaz – Giorgio Dainese detto Venezia – Stefano Degasperi – Cesare di Gesaro – Carmen Esposito – Paolo Gelmo – Sergio Farina – Oscar Ferrari – Cristina Francesconi – Paola Francesconi – Luca Fregona – Giancarlo Galli – Giovanni Giacopuzzi detto Giaco – Gregorio Gobbi – Andrea Maffei – Gianfranco Maffei – Roberto Magurano – Donatella Mazzeo – Mario Meloni – Till Antonio Mola – Renzo Neri – Marco Nobile – Flavio Poggi detto Cal – Siegly Riegler – Bartolomeo Sailer – Fernanda Scarmagnan – Giorgio Sclavi – Enrico Spanu – Marco Trentin – Antonio Vaccaro – Claudio Vedovelli detto Caio – Nelly von Putzer – Enrico Zucchelli
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